PALAZZO COLONNA

Palazzo Colonna è indissolubilmente legato alla nobile Famiglia Colonna, che vi ha risieduto dalle origini ad oggi, per ben 23 generazioni. Il forte legame della famiglia Colonna all’area in oggetto è testimoniato peraltro dal nome e dallo stemma stessi, derivanti dalla vicina Colonna di Traiano. L’affascinante sovrapporsi di stili del palazzo rappresenta mirabilmente il protrarsi dell’edificazione per ben 5 secoli (dal 1300 al 1700).

 

Delle cosiddette “Case Colonnensi” esiste menzione fin dall’antichità: il complesso comprendeva allora la Loggia dei Colonnensi – che ospitò il Petrarca nel 1341, in occasione della sua incoronazione in Campidoglio – ed il Palazzo dell’Olmo, il cui nome derivava dal grande albero nella piazza antistante (oggi Piazza della Pilotta). Due disegni fiamminghi di metà del ‘500 ci raccontano della prima vera e propria dimora dei Colonna, utilizzata a mo’ di fortezza, con 2 torri ai lati, all’epoca inserita tra le rovine del Tempio di Serapide; nel 1413 Giordano Colonna (fratello del futuro Papa Martino V, Oddone Colonna, il pontefice che mise fine alla cattività avignonese) comprò poi un palazzo che costituirà il nucleo sia del futuro Palazzo della Torre o del Vaso (1482) che dell’attuale convento dei SS. Apostoli.

 

Con la nomina di Oddone Colonna a Papa, il palazzo divenne sede pontificia fino al 1431. Dopo che una parte del palazzo era stata espropriata da Papa Sisto VI nel 1471, e da questi donata alla di lui famiglia, i Della Rovere, la cosiddetta “Palazzina Della Rovere” tornò di proprietà dei Colonna nel 1508, grazie al matrimonio tra Marcantonio I Colonna e Lucrezia Gara Franciotti Della Rovere. Il Palazzo e la famiglia Colonna passarono pressoché indenni attraverso il terribile Sacco di Roma (1527), ordinato da Carlo V contro Papa Clemente VII (al secolo Giulio de’ Medici), che provocò più di 20.000 vittime nella Città Eterna. Nella seconda metà del ‘500 il Cardinale Ascanio Colonna fece modificare e abbellire la Palazzina Della Rovere da Girolamo Rainaldi, facendo nel contempo collocare nell’appartamento una prestigiosa raccolta di circa 7.000 volumi antichi.

Il '600 sarà il secolo di maggior fasto per la Famiglia Colonna: fu Filippo I Colonna ad iniziare l’ambizioso progetto che prevedeva l’accorpamento di tutte le strutture architettoniche presenti, grazie anche al supporto dell’architetto Paolo Marucelli. Nel 1625 Papa Urbano Barberini autorizzò la famiglia ad abbattere le ultime rovine del Tempio di Serapide, i cui preziosi marmi vennero in parte utilizzati per l’edificazione della Galleria Colonna. Alla morte di Filippo I, le proprietà passarono al secondogenito, Girolamo I, divenuto cardinale nel 1621, che, oltre ad intraprendere, a partire dal 1649, un’imponente opera di ristrutturazione del palazzo, si mostrò illuminato ed appassionato mecenate, dando a tutti gli effetti il via alla “Raccolta Colonna” secondo i criteri del più moderno collezionismo: da qui la commissione ad Antonio del Grande, nel 1650, dell’edificazione e della decorazione della maestosa Galleria Colonna, che proseguirono anche alla morte del porporato (1644), tramite il figlio Lorenzo Onofrio Colonna, a cui si deve la decorazione parietale dell’odierno Appartamento Principessa Isabella. I lavori ornamentali nella Galleria continuarono sotto Filippo II, che li affidò a Girolamo Fontana fino all’inaugurazione, avvenuta nel 1503. Anche il figlio, Fabrizio Colonna, fece apportare modifiche importanti, nei primi anni del ‘700, da Niccolò Michetti. In questi anni termina anche la decorazione della Sala dell’Apoteosi di Marino V. Ampliamenti e ristrutturazioni coinvolsero anche il fratello minore di Filippo II, Girolamo II, che ordinò la risistemazione della facciata principale e l’edificazione della Galleria Nuova.

 

Dalla fine del ‘700 ai giorni nostri la struttura del Palazzo è rimasta pressoché inalterata, ad eccezione della costruzione dell’imponente scalone d’ingresso da Via XXIV Maggio, a cura di G.A. Gui e di altre aggiunte o sistemazioni più vicine a noi.  Inestimabile il valore artistico della collezione Colonna: da Pietro Veronese a Ghirlandaio, da Cosmè Tura a Bronzino, da Van Wittel a Pisanello e Tintoretto, passando per Carracci e Giambologna: Palazzo Colonna non è solo una dimora storica che di per sé costituisce una delle massime rappresentazioni dell’architettura del nostro Paese e delle fasi stilistiche da essa attraversate durante cinque secoli, ma anche uno scrigno di grande fascino, che racchiude veri e propri tesori dell’intera produzione artistica italiana.

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